Fact checking: ma davvero i rifiuti dell’Aquarius sono infettivi?

Nave Aquarius

Martedì 20 novembre la procura di Catania ha aperto — di nuovo — un’inchiesta a carico dell’associazione internazionale Medici Senza Frontiere, accusata di smaltimento illecito di rifiuti: secondo il procuratore Carmelo Zuccaro i collaboratori della nave Aquarius, di proprietà di MSF e SOS Mediterranee, avrebbero smaltito in modo non consono alle procedure 24 tonnellate di rifiuti pericolosi negli ultimi due anni e mezzo, risparmiando così 460.000 euro (fonte: Repubblica). La procura ha per ora proceduto a sequestrare la nave e i 460.000 euro dai conti di MSF.

Le 24 persone indagate avrebbero avuto consapevolezza delle infrazioni e della pericolosità dei rifiuti, in particolare indumenti indossati dai migranti e materiale sanitario utilizzato per il primo soccorso. L’accusa sostiene i materiali siano altamente infettivi, e un loro eventuale scorretto smaltimento potrebbe tradursi nella diffusione di malattie quali AIDS, meningite, tubercolosi e sifilide.

Ma è davvero così semplice contrarre patologie tanto complesse? No.

Rifiuti nave Aquarius
Alcuni rifiuti dell’Aquarius (fonte: Rep TV)

Margherita Errico, presidente dell’associazione NPS Italian Onlus (Network Persone Sieropositive) ha rilasciato un comunicato stampa in cui afferma: “E’ evidente che l’HIV non si trasmette tramite i vestiti” e si dichiara “indignata” a causa del “sensazionalismo speso sulla pelle delle persone con HIV, perché scrivere che l’HIV si può trasmettere anche attraverso gli indumenti è qualcosa di inaudito, nonché di scientificamente errato, che ci fa sprofondare nel baratro dell’ignoranza e della discriminazione”.

Come tutti sappiamo fin corsi di educazione sessuale alle scuole medie, il virus dell’HIV si trova nei liquidi corporali (sangue, fluidi corporei, latte materno) e non è in grado né di sopravvivere né di riprodursi al di fuori del corpo umano: la possibilità di trasmissione a distanza ambientale è molto remota.

Per quanto riguarda la meningite, la Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali dichiara che “il contagio è interumano, per via aerea ed avviene tra persone che hanno soggiornato a stretto contatto con soggetti portatori, specie in ambienti affollati. Il periodo di contagiosità si prolunga sino a che il meningococco non sia più presente nelle secrezioni nasofaringee” precisando che “il meningococco non è in grado di sopravvivere a lungo nell’ambiente, né in alimenti, bevande o su oggetti”.

Altra malattia chiamata in causa è la tubercolosi, che colpisce generalmente l’apparato respiratorio. Uno studio della Regione Piemontespiega che “il contagio avviene respirando la stessa aria del malato” e che “la trasmissione del contagio attraverso vestiti, suppellettili, pavimenti o pareti è molto difficile”. Il Bacillo di Koch, responsabile della malattia, resiste infatti solo poche ore all’esposizione ai raggi ultravioletti o al calore.

Infine, la sifilide. Il Portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica afferma: “la sifilide si trasmette di persona in persona direttamente attraverso le ferite e le ulcere che si formano nelle zone genitali, rettali e sulla bocca a seguito di contatto sessuale. Al contrario, non si trasmette in modo indiretto attraverso il contatto con oggetti, stoviglie o indumenti utilizzati da un soggetto infettato”.

Resta fuori da ogni dubbio il fatto che i rifiuti potenzialmente pericolosi vanno trattati in maniera consona, rispettando con estrema cura il protocollo. Nonostante questo, la disinformazione volta al sensazionalismo che abbiamo trovato nei titoli di tanti giornali durante le ultime ore è altrettanto pericolosa e rafforza lo stigma che vede i migranti o i malati come “untori”.Laura Loguercio — What’s Wrong

Per navigare in un mare di informazioni🌎 Info: Whatswrongnews@yahoo.com

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